Qualche giorno fa è arriva la telefonata di Alessandra; ha trovato due foto tra i documenti
del suo papà, Clemente Pizzamiglio, due piccole foto, forse scattate da lui, sono in posa
circa 30 persone, alcune armate, a cui fa da sfondo la chiesa di Balbiano. Sul retro c’è
una data e due scritte che emozionano: 25 aprile 1945, 30 quori una fortezza –
Scuadra d’azione di Balbiano. L’emozione ha colto anche la mano del signor Tino
facendogli scambiare il posto della lettera q con quello della c! A noi poco importa,
vorremmo capire se è possibile a distanza di 81 anni dare un nome a qualche volto, chi
sono e cosa stanno facendo queste persone. Il retro della seconda foto riporta: C. di
L.N.A.F. che traduciamo in Comitato di Liberazione Nazionale Anti Fascista.
Sono andata a rileggere qualche pagina della “Storia di Colturano” di Sergio Leondi di
cui riporto qualche stralcio. Scrive il parroco Padre Aldo Milani: “Il 25 Aprile tutto crolla,
i comitati di liberazione entrano in azione. La maggior parte della nostra gioventù viene
armata, si passano giornate di entusiasmo e di lotta (…) Offrii al momento opportuno il
salone e la Casa della Divina Provvidenza per la sede del Comitato e delle squadre di
azione come anche a Milano negli stessi conventi si era fatto consenziente
l’eminentissimo Cardinale Arcivescovo” (…) In quei giorni riuscimmo a fermare una
colonna di tedeschi e farli prigionieri, mediante il mio intervento personale, facemmo
tanti prigionieri russi, ospitammo centinaia di soldati cecoslovacchi di passaggio, che
dietro ordine del loro colonnello comandante, si erano dati ai partigiani sui monti del
Vogherese. Per tutti il popolo accorse con aiuti di ogni genere, tanto che a nessuno
mancò mai da mangiare. Le suore furono ammirabili nell’essere all’altezza del momento
presente. La situazione intanto era in mano mia mentre nei paesi qui in giro
succedevano furti assassinî e rapimenti, qui tutto si svolse con perfetta calma al punto da fermare tutti gli scalmanati che venivano per arrestare questo o quell’altro o per
spillare dei soldi.”
Torniamo alle due fotografie. Il formato molto piccolo non ci permetteva di individuare
bene i visi. Le ho scannerizzate, ho chiamato i miei due cognati, Enrico e Delio, (tra i
pochi ancora che hanno sulla CIE “Nato a Colturano”) e li ho messi davanti allo schermo.
Enrico ha azzardato due nomi con molta titubanza, mentre Delio, più giovane di qualche
anno e sul quale contavo molto meno, è stato di grandissimo aiuto dando un nome ad
almeno 7 persone. Colombani (papà di Angela, Peppino e Marisa che alcuni di noi ancora
ricordano), il Gino Varischi, Carlo Eusebio, l’Albini che viveva nella corte dei Grazzani,
Crotti Sante, Faccioli Emilio e Grioni senza nome (devo scoprirlo andando al cimitero).
In una foto sembra esserci a sinistra una donna e qui abbiamo ipotizzato possa essere
Manfrini Maria solo perché è l’unica donna che viene citata nell’estratto di deliberazione
del C.L.N. del Comune di Colturano del 27/4/1945 (vedi foto sempre tratta dal libro di
Sergio Leondi). Le ipotesi sono continuate per signore con i calzoni alla zuava e abbiamo
pensato possa essere Francesco Bosco, nominato dal C.L.N. primo Sindaco di Colturano
dopo il ventennio fascista. La persona con occhiali e le mani in tasca dice Delio che
potrebbe essere il medico condotto ma non ricorda il nome. Di certo c’è che le due foto
sono un tassello della nostra storia e ci piaceva ricordarlo e donarlo a tutti proprio oggi,
25 aprile 2026, con semplicità e con l’augurio di non vedere più armi spianate ma “cuori
che fanno da fortezza”. Buona giornata a tutti voi, a tutti noi.


Alessandra e Daniela, 25 aprile 2026